Diario dall'Albania - n. 10 - Ritorno ad Hive dal fronte di guerra contro Vodafone Albania.

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Dopo una settimana esatta torno a pubblicare qualcosa su Hive e per farlo ho scelto la rubrica "Diario dall'Albania" perché avrei avuto tantissime cose da scrivere e non ho potuto farlo nei giorni scorsi, per colpa della mia connessione ad internet. Non sapendo da che parte cominciare a scrivere ho deciso che tanto valeva raccontare quanto è accaduto e tutto ciò riguarda la mia vita in Albania.

Chi mi legge regolarmente sa che ad agosto ho traslocato e nel farlo ho dovuto muovere con me la mia linea Internet. Nella vecchia abitazione avevo un contratto con una piccola compagnia locale, Abcom, che non prevedeva un vincolo di durata: pagavo mensilmente ed avrei potuto andarmene in qualsiasi momento. Un vecchio contratto stipulato ben 7 anni fa, fin da quando, nel 2013, mi trasferii in Albania. Anche da una città all'altra, mi trasferii nel frattempo da Scutari a Tirana, potevo tranquillamente trasferire con me la linea. Un'ottima opportunità: essere senza vincoli permetteva un'estrema libertà e di fatto rendeva l'azienda fornitrice responsabile della qualità del servizio. Infatti tutto ciò era troppo bello per continuare.

Abcom fu rilevata da Vodafone Albania, che con un tripudio di trombe e grancasse pubblicitarie dichiarava così che sarebbe migliorato il servizio. Si, come no!

Mi tenevo stretto il mio contratto senza vincolo come un tesoro da custodire nonostante più e più volte ricevevo telefonate per strepitose "offerte" per farne uno nuovo. A giugno mentre mi recavo a pagare regolarmente la quota mensile mi son sentito dire dalla commessa del centro servizi presso cui andavo di solito che non avrei potuto rinnovare perché il mio contratto era "scaduto". Mi indirizzo quindi, visto che il negozio non era Vodafone, ma multiservizi, a rivolgermi direttamente ad un centro Abcom-Vodafone per chiarimenti. Provarono a rifilarmi per l'ennesima volta un bel nuovo contratto vincolato mostrandomi che avrei risparmiato un 10-15% circa, ma tenni duro e feci presente che il mio contratto non aveva vincoli di scadenza e quindi pretendevo di continuare a tenere quello.

laptop3087585_1280.jpg Foto di Jan Vašek da Pixabay

Schivato anche quell'ennesimo agguato purtroppo è arrivato il trasloco. Inizialmente non mi preoccupai molto di questo perché ne avevo fatti già altri in precedenza, e, come detto, addirittura uno cambiando città. Ma al momento cruciale scoprii che purtroppo questa volta non si poteva scappare al contratto vincolato: nella nuova zona non esisteva connessione adsl, ma solo fibra. Si certo, ad un prezzo inferiore del 20% circa mi permettevano di passare da 30 a 50Giga con la "qualità" fibra, ma sapevo che tutto ciò nascondeva la fregatura. Ma stavolta non c'era modo di schivarla. Oramai tutte le compagnie anche qui fanno solo contratti vincolati. Obtorto collo dovetti adeguarmi.

E come previsto i guai son cominciati a piovere e grandinare sempre più fitti. Ogni mese almeno una disconnessione e sempre più fitte e più lunghe. Ricorderete che già ad inizio novembre ebbi dei problemi particolarmente pesanti che mi tennero fuori per circa 3 giorni. Ne parlai all'epoca negli articoli di Rabona, perché coincisero con la mia retrocessione dalla League 1 appena conquistata e tra l'altro anche questa volta capiterà esattamente la stessa cosa: inizio a pensare che la League 1 di Rabona sia incompatibile con la mia connessione ad internet.

Dopo tre giorni la connessione tornò, ma sapevo che non sarebbe durata. I segni c'erano tutti. Non è mai stata regolare. Avevo sempre continue interruzioni, magari di pochi minuti, a volte anche di pochi secondi. Ma per chi usa internet in maniera massiva come me erano già una bella seccatura.

Si andò avanti a questo modo fino a domenica scorsa quando il blackout fu totale a partire dalle 9 di mattina. Cominciai ad attaccarmi al telefono per chiamare il (dis)servizio clienti e segnalare il guasto. Un continuo ripetersi di "facciamo delle verifiche" per tutta la giornata, alternate ad una lunga serie di "la richiamiamo entro mezzora per farle sapere". Ovviamente non richiamavano mai ed ero io che dovevo continuamente richiamarli. Forse questa cosa può sembrare strana in Italia, ma qui di solito gli interventi sono veloci, molto veloci, perché si lavora 7 giorni su 7, non esistono domeniche festive o altre interruzioni per i privati (con Abcom non ho mai avuto problemi di disconnessione più lunghi di mezzora). Quindi garantivano che la linea sarebbe tornata nel giro di poco anche se erano vaghi sul quando: "le faremo sapere, passiamo la segnalazione ai tecnici che la richiameranno". La linea arrivava e durava dieci minuti e poi se ne riandava per altre lunghe ore. A sera andai a dormire senza internet. Lunedì mattina la connessione era tornata ma lentissima, alle 8.00 era già defunta nuovamente.

Ma oramai la rabbia di esser preso in giro dal muro di operatori a cui chiamavo e che continuavano a ripetere che "avrebbero fatto verifiche e segnalato ai tecnici" e che si ostinavano a non farmi parlare con qualcuno più qualificato decisi di presentarmi alle 10 di mattina ad un negozio Vodafone, quello che qui è considerato, non so esattamente perché, quello "più ufficiale" degli altri e dal quale ero stato anche in occasione del precedente guasto ad inizio novembre. Piuttosto alterato ho richiesto l'ennesima volta indicazioni sui tempi di riparazione del guasto. In mia presenza hanno inoltrato una mia richiesta urgente e una richiesta di risarcimento per i giorni di cui non ho usufruito del servizio: pensavano di essersela cavata così.

Evidentemente non avevano idea di quanto veramente fossi determinato. Ho fatto presente che per quanto riguardava la richiesta "urgente" avevo le tasche piene, visto che di segnalazioni simili gli operatori telefonici ne avevano presentate decine nei due giorni precedenti. E che pretendevo di parlare con qualcuno che sapesse fornirmi tempistiche esatte e prendere impegno che la soluzione fosse stata definitiva: ero stanco di aver riparazioni fatte con lo scotch, visto che per tutto il mese di novembre era stato un calvario. Visto che non davano nessun tipo di riscontro e che i toni si stavano intenzionalmente, da parte mia, alzando per far sentire a tutti quale fosse la qualità del servizio offerto, feci loro presente che se non avessi avuto riscontro non me ne sarei andato via dal negozio: "se voi non permettete a me di lavorare io non permetto a voi di lavorare, tanto per colpa vostra non ho nulla da fare di meglio". Facevo delle domande legittime e non me ne sarei andato senza risposte chiare e definitive, di fronte al mancato mantenimento degli impegni presi avrei avuto modo di chiedere rescissione del contratto per inadempienza contrattuale da parte loro e quindi senza pagamento di penali.

Questa ostinazione da parte mia era dovuta al fatto che loro alle mie richieste di poter rescindere il contratto senza penali, sia fatte telefonicamente che nel negozio, mi dicevano che avrei dovuto fare una richiesta e che loro poi "avrebbero valutato" se CONCEDERLA! Su questa cosa mi sono davvero impuntato. E da li è cominciata la guerra. Quindi intanto avevo preso posizione in trincea: dal negozio non me ne sarei andato finché non avessi parlato con qualcuno di più qualificato.

Dopo due ore abbondanti e non pochi tentativi di convincermi, a volte con le buone a volte con le cattive, minacciando di chiamare la Polizia, che in pratica era anche quello che volevo, così avrei verbalizzato formalmente la situazione di interruzione del servizio, ha finalmente chiamato un tecnico che ha detto che stavano lavorando sul guasto che non riguardava solo me ma la zona. Altra bugia: innanzi tutto questa storia del guasto in zona se fosse stata vera non sarebbe venuta fuori solo dopo due giorni e secondo conosco persone che abitano a 50 metri da me con connessione Vodafone funzionante: peccato per loro che avevo già preso informazioni. Comunque l'impegno è che entro le 17 sarebbe stato riparato il guasto in maniera definitiva!

Accetto e torno a casa, con la promessa che sarei tornato se così non fosse stato.

Il resto ve lo racconto domani (internet permettendo).



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