Diario dall'Albania - n. 13 - La situazione covid in Albania (aggiornamento)

Il mio ultimo post in questa rubrica trattava proprio della situazione covid in Albania ma risale ad aprile e, visto che ho intenzione di parlare più spesso del paese dove ho deciso di vivere da oltre 8 anni, mi sembra corretto ricominciare con un aggiornamento dato che da quell'epoca sono cambiate alcune cose.

Innanzi tutto dal 6 settembre anche per entrare nel Paese delle Aquile occorre presentare una certificazione medica o di vaccinazione completa da almeno due settimane, o di guarigione non più vecchio di sei mesi o un tampone negativo effettuato nelle ultime 72 ore se molecolare o 48 ore se rapido. Fino appunto a settembre scorso non serviva presentare nulla, da qualunque parte del mondo si venisse, anche se ad estremo rischio. Sebbene non sia stato mai ammesso da nessuno, sembra evidente che l'introduzione di questa procedura sia stata merce di scambio in una trattativa fra l'UE e l'Albania, che, in cambio, fu inserita per il periodo estivo nell'elenco D del Ministero della Sanità italiana che permetteva di viaggiare per turismo e circa una settimana dopo l'Unione ha reso noto di accettare i certificati albanesi come validi per ottenere il Green Pass europeo.

La permanenza dell'Albania nel gruppo D è durata un paio di mesi: oggi si trova di nuovo nell'elenco E e quindi non si può viaggiare da e per l'Italia se non per una valido e dimostrabile motivo di lavoro, studio, salute o di estrema urgenza. Quindi ufficialmente non si può viaggiare per turismo. Divieto facilmente aggirato da chi vuol comunque venire qui fissando un appuntamento presso una delle tante cliniche dentali che permette di rientrare nei motivi di salute che giustificano il viaggio. Mezzora dal dentista per una pulizia dentale e la vacanza è libera.

Altra novità che è stata introdotta è l'obbligo di vaccinazione ad alcune categorie di persone: già da settembre per professori e studenti universitari e per il personale medico e da domani 4 gennaio per dipendenti pubblici, dipendenti di centri commerciali e di supermercati.

Per le tre categorie in cui l'obbligo di vaccinazione esiste già da tempo non esistono dati ufficiali ma non sembra che sia stato molto incisivo. Secondo stime che circolano si sono adeguati all'obbligo una percentuale che va dal 60% del personale medico al 10% degli studenti universitari. Quindi l'obbligo sembra esser più formale che effettivo, visto che l'adesione è addirittura inferiore a quella generale della popolazione albanese che per ora vede solo il 35.9% vaccinato con due dosi, tra l'altro molte delle quali oramai scadute visto che l'efficacia sembra essersi drasticamente ridotta rispetto a quanto inizialmente promesso.

Sinceramente son felice di questo esito perché non è mia intenzione sottopormi a vaccinazione e non ritengo giusto imporla. Qui sono in ampia compagnia visto che la mancata somministrazione non è dovuta a mancanza di disponibilità delle dosi di vaccino come era forse in un primo momento, nel tardo inverno scorso, ma proprio per una scarsa fiducia in esso ed in un atteggiamento di sostanziale indifferenza dell'albanese medio nei confronti del virus. Atteggiamento di cui tornerò a breve a parlare.

Rimangono in vigore a tutt'oggi un paio di norme che erano già presenti e non sono mai state abolite.

La prima è il coprifuoco che scatta dalle 23 alle 6. Durante la stagione estiva era stato ridotto dalle 24 alle 6 ma poi è stato riallungato di un'ora a partire da settembre. Questo obbligo è sostanzialmente rispettato ... almeno in tutte le occasioni in cui non vale la pena non farlo. In estate infatti nelle zone turistiche i locali erano assolutamente aperti anche oltre l'orario consentito. E tutt'ora, sebbene i locali siano chiusi, le persone si attardano fino alle ore piccole anche a Tirana, la capitale, nel week-end. Anche ora mentre scrivo sento distintamente il rumore delle auto in strada che pure non è vicina alle mie finestre.

La seconda è l'obbligo della mascherina al chiuso. Questo è del tutto disatteso: praticamente le mascherine sono scomparse da marzo scorso all'arrivo dei primi caldi e la stagione invernale non è servita a convincere l'albanese medio a tornare ad indossarla. Si vedono scarsissime in circolazione: si è no la usa l'1% della popolazione ed anche in quel caso tenendola sotto al naso se non addirittura sotto al mento. Se si entra in banca o in un ufficio pubblico bisogna averla con sé, ma paradossalmente la chiedono quando sei fuori prima di entrare (e potresti non averla perché appunto si è ancora fuori) ma appena dentro la maggioranza se la toglie: chi la mette in tasca, chi l'abbassa sotto al mento, addirittura ho visto chi la teneva ... infilata al gomito o, una dipendente, appesa all'orecchio a mo' di vistoso orecchino.

Perché avviene ciò? Ecco che occorre tornare al discorso che avevo lasciato in sospeso poco sopra riguardo all'atteggiamento di sostanziale indifferenza dell'albanese medio nei confronti del virus. Sono impazziti? Direi assolutamente di no.

Il fatto dipende sostanzialmente da alcuni fattori che indico non in ordine di importanza e influenza, perché per ognuno intervengono in un mix diverso.

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Il primo fattore è la consueta sfiducia degli albanesi nella sanità e nei dottori: fin dall'epoca del regime la corruzione ha abituato il cittadino medio a diffidare dell'opinione dei dottori e basarsi molto sulla tradizione e sulle conoscenze amicali. Qui il ricorso alla medicina popolare è ancora molto diffuso. Quando è proprio necessario ricorrere alle cure mediche o peggio ospedaliere ci si rivolge nell'ordine, in base alle proprie disponibilità economiche, a cure all'estero, cure in cliniche private e solo come extrema ratio alla sanità pubblica locale. D'altra parte è piuttosto normale questo atteggiamento se ogni volta che si va in un ospedale per un qualsiasi problema provano a diagnosticarti come minimo un cancro, per cui è sempre bene sentirne almeno tre diversi prima di credere alla diagnosi. Della sanità albanese sicuramente tornerò a parlare in futuro.

Il secondo fattore è che l'albanese medio ha priorità più importanti che non evitare il covid. D'altra parte nella gran parte dei casi si risolve come una brutta febbre, qualche volta meno. Solo nel 5% dei casi è necessario un ricovero ospedaliero. Qui se non si lavora non si mangia: lo Stato non ha risorse economiche per sostenere le persone che dovrebbero fermarsi. Quindi anche quando le persone stavano male se erano in condizione di poterlo fare andavano tranquillamente al lavoro, senza fare neanche un tampone per sapere se il raffreddore o la febbre fossero dovuti all'influenza tradizionale o al covid. So per certo che molti si recano al lavoro anche con la diagnosi accertata: d'altra parte non mi sento neanche troppo di condannarli. Come detto c'è spesso una famiglia da sfamare e non tutti hanno la mia fortuna di poter lavorare da casa.

Infine il terzo fattore è un atteggiamento nei confronti della vita diverso, per un verso più "antico", "ancestrale" o "fatalista", secondo cui la morte fa parte della vita stessa ed incute meno terrore, ma è accettata. Probabilmente ciò è dovuto, ma non sono assolutamente in grado di assicurarlo, al fatto che qui la vita è da secoli più travagliata e più breve e la popolazione ha un'età media molto più bassa che altrove. Una visione della vita, e quindi della morte, molto diversa rispetto a quella a cui si è abituati in Italia.

Infine, fattore sicuramente da non sottovalutare, il fatto che la malattia qui, nonostante questa assoluta mancanza di cautele e di ricorso alla vaccinazione, non ha mai imperversato. Non ci sono mai stati drammi, angoscia collettiva, file negli ospedali, maratone televisive di opinionisti e virologi da salotto. Ora con la variante omicron i casi si stanno impennando nuovamente anche qui, ma i ricoveri ospedalieri e soprattutto in terapia intensiva continuano a diminuire. La vita è tornata praticamente alla normalità a partire da maggio del 2020. Sì, non è un errore di digitazione, proprio del 2020. Le persone hanno visto il covid più come un problema economico che come una questione sanitaria. La priorità era non far fermare la vita e l'attività per parare il colpo della ricaduta economica per il rallentamento dovuto ai lockdown all'estero, visto che l'economia qui dipende dall'export, dalle rimesse di chi vive altrove e dal turismo, tre settori che hanno sofferto non poco. Ma qui le persone hanno continuato a sorridere, abbracciarsi e socializzare, come sempre.



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Qui se non lavori non mangi: esattamente come in tutta (o quasi, dato che Cile e Uruguay sono vicini agli standard europei) America latina. I mototassisti brasiliani a marzo 2020 circolavano con magliette il cui slogan recitava che preferivano morire di coronavirus piuttosto che di fame e Bolsonaro li ha ascoltati. Certo, le differenze precauzionali non sono le stesse nelle capitali federali e nell'interiore, le baixadas (a São Paulo e Rio rischi multe salate se ti pizzicano senza mascherina), ma c'è da considerare che il Brasile è un paese continentale, quindi impossibile da gestire agli stessi livelli dell'Albania (considerare comunque che nelle capitali industrializzate, senza lo stipendio di un giudice federale non campi). Inoltre i contagi che terminavano in decesso in area Mercosur nel 2020 sono stati alle stelle (solo Italia e Spagna erano messe peggio).
Hai detto che ti sei trasferita in Albania? Quindi expat come me?✈️

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Qui non c'è stata, fortunatamente, neanche nessuna impennata né sul numero di morti, né di ricoveri. Davvero se non fosse per le notizie che arrivano dall'Italia e dal mondo si penserebbe al virus come ad un film di fantascienza. Il mancato ricorso alle restrizioni ha permesso al virus di circolare liberamente e si è creata l'immunità di gregge: tutti o quasi oramai l'abbiamo probabilmente preso una o più volte. E nonostante lo scarso numero di vaccinazioni effettuate ad ogni ondata l'effetto del virus si è ridotto probabilmente perché le persone hanno conseguito l'immunità naturale.

Si mi sono trasferito il 23 luglio del 2013, una data che festeggio ogni anno. Nonostante le difficoltà non manchino sono molto felice della scelta fatta. Tu come ti trovi lì?

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Santo cielo, non è il paradiso a causa della criminalità alle stelle e un vergognoso mercantilismo sanitario (ma complice il fatto che purtroppo è lo stato di Rio -il sud del Brasile è tutt'altra realtà-), però è di gran lunga preferibile all'Italia, dove i pagliacci pidioti e grillini è dagli anni novanta che affondano il paese. Nonostante i difetti di Rio, l'Italia é un paese in cui non tornerei mai a vivere, fatta eccezione l'area autonoma di Bolzano e dintorni. Temo che tutta la propaganda di terrore mediatico faccia parte di uno sporco piano di sostituzione di popolo pilotato da Bruxelles, di cui pidioti e in genere sinistre italiane sono i cavalier serventi. Tanto hanno fatto finchè non è caduto l'unico governo decente (quello di Salvini) che l'Italia abbia avuto dagli anni novanta. Sono arrabbiata non poco anche perchè stanno mettendo al muro un mio cugino per iniziargli una chemioterapia per recidiva di cancro al fegato. Se non si vaccina, dicono che non possono fargli la chemio, ma contro il parere medico. Questo mio cugino ha tali e tanti malanni (cuore, incontinenza cardiale, disabilità fisica, trombosi) che il vaccino può peggiorare il suo stato, ma niente da fare.

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Non entro nel merito della politica, oramai son diventato completamente anarchico ;) ma capisco perfettamente il senso di quel che dici.

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Fin dalla distribuzione dei primi vaccini, era evidente che sarebbero diventati obbligatori, lo scrissi varie volte anche qua su HIVE, nonostante molti fossero ancora convinti di poter far leva sulle proprie libertà.

Personalmente, ho aspettato il termine ultimo per vaccinarmi e l'ho fatto solamente perché richiesto dalla mia azienda, che ho lasciato pochi mesi dopo.

Non mi sono vaccinato perché non mi fido dell'esito? No, semplicemente non ho perso nemmeno un giorno di lavoro durante la pandemia, ho lavorato in mezzo la peggior feccia della società (la gente che fa la spesa), in situazioni che erano distanti anni luce dalla sicurezza interpersonale. Per cui, non avendo preso il covid in questo periodo, non ho mai visto la necessità di vaccinarmi.

Probabilmente tantissime persone hanno preso il covid senza nemmeno accorgersene; io stesso ho dovuto fare un tampone perché ho passato cinque giorni di febbre alta. Questo perché, tra gel e mascherine, in circolo sono rimaste solamente influenze belle toste, quindi o ti ammali bene o non ti ammali.

Come sempre, il danno principale non è dovuto dal covid in se o dai contagi, quanto dalla perdita di importanza di tutti gli altri problemi, quando paragonati all'emergenza della pandemia. Svolgere visite di routine sta diventando sempre più difficile e ciò finisce con l'amplificare problemi lievi che non vengono risolti con puntualità.

Al momento non sto lavorando (per mia scelta) e il mio GP scade il mese prossimo. Sfrutterò queste tre settimane di piena libertà per sistemare un po' di faccende in tutta calma per poi decidere come muovermi in futuro.

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Come sempre, il danno principale non è dovuto dal covid in se o dai contagi, quanto dalla perdita di importanza di tutti gli altri problemi, quando paragonati all'emergenza della pandemia. Svolgere visite di routine sta diventando sempre più difficile e ciò finisce con l'amplificare problemi lievi che non vengono risolti con puntualità.

Infatti il problema è proprio questo. La pandemia è stata ampiamente strumentalizzata da tutte le categorie che potevano farlo: politici, giornalisti, case farmaceutiche, alcuni tipi di attività economiche, alcuni datori di lavoro ed alcuni dipendenti. Esattamente come oramai si fa con tutto. Della salute collettiva, sotto sotto, frega niente a nessuno. Poi ci sono i tifosi da stadio che oramai si schierano di qua e di là senza un vero motivo ma sull'onda emotiva che qualcuno degli strumentalizzatori ha saputo creare.

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Grazie per questo diario, che riassume bene la situazione. Ho dato un occhio alle statistiche in Albania e con 3200 morti da Covid e 200.000 contagiati siamo sotto l'Italia, nonostante che gli abitanti siano quasi 3 milioni. Sembrerebbe che il metodo Albanese funzioni meglio di quello Italiano.
1 morto ogni 1000 abitanti contro 1 ogni 500 per l'Italia.

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Esatto. Considera anche altri aspetti.

Molti dicono che la densità abitativa è più bassa in Albania e ciò spiegherebbe il risultato. Può dire così solo chi non è stato mai qui o vuol mentire.

E' vero che calcolando con il principio della media di Trilussa è così. Ma la realtà è diversa: il territorio è per lo più quasi spopolato e le persone vivono nelle città che hanno una densità abitativa molto alta. Ad esempio su Tirana gravitano almeno 1,2 milioni di persone fra coloro che hanno la residenza e coloro che ci vivono praticamente 5 giorni su 7 e coloro che ci vengono ogni giorno a lavorare. Eppure è, guardando la superficie su cui si sviluppa, poco pi grande di quella di Ancona, la città da cui vengo, e che di abitanti ne ha poco più di 100mila. Qui in appartamenti di 50mq vivono famiglie di 5-6 persone o più.

Altro elemento: la qualità delle strutture sanitarie e del sistema sanitario albanese, che è veramente scarso, considerato fra i peggiori in assoluto in Europa.

Eppure i numeri sono quelli indicati da te.

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Vivo anche io in Albania e confermo che @garlet ha scritto proprio come stanno le cose . Complimenti ,mai descrizione fu più esatta .

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Caro @libertycrypto27 con questo post si sta interessando molta gente ad Hive. :D

Una persona si è già iscritta @francescaffnodi che presto scriverà il suo post di presentazione (sta aspettando che gli spieghi come fare), altre mi stan chiedendo informazioni. Purtroppo mi segnalano che il tuo post https://peakd.com/hive-146620/@libertycrypto27/hive-registrazione-e-primo-login-con-peakd-ita non è più seguibile perché il sito che indicavi è fuori servizio.

Francesca si è iscritta tramite 3speak ma poi si è ritrovata cocpletamente a 0 con gli HP e non ha potuto far nulla (ora gliene ho delegati un po' io e potrà cominciare appena come detto gli spiegherò), ma mi chiedevo se esiste la possibilità di aprire un account con un po' di delega iniziale. Che tu sappia esiste qualcosa di simile?

Chiedo anche a @fedesox ed ovviamente anche a tutti coloro che sanno rispondere. Io purtroppo non sono molto aggiornato al riguardo.

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Si @garlet non sei il primo che me lo dice. Hive On Board non funziona da un pò forse perchè potrebbe essere a corto di RC per la creazione degli account.
C'è Ecency ma non ho controllato che dia una delega iniziale e non ho scritto una guida a riguardo.
Un alternativa è Leofinance che ho testato poco tempo fa e ho scritto anche una guida passo passo per iscriversi e la trovi all'interno di questo post:
Versione in italiano: https://peakd.com/hive-146620/@libertycrypto27/leofinance-e-hive-pubblica-leggi-intergisci-e-guadagna-hive-e-leo-guida-passo-passo-ita
Versione in inglese: https://peakd.com/hive-167922/@libertycrypto27/leofinance-and-hive-publish-read-engage-and-earn-hive-and-leo-tokens-step-by-step-guide

Leofinance dà anche una delega di 10 HP per iniziare ;)

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Perfetto: sei impeccabile come al solito. Sapevo che sarebbe bastato chiedere a te. Grazie mille @libertycrypto27

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Prego mille ;)

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Che poi avevo letto quel post e l'avevo trovato molto interessanti le informazioni su Leofinance che seguo troppo poco, ma non ricordavo proprio, probabilmente avevo saltato perché all'epoca non ero interessato, la parte con la modalità di iscrizione.

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Grazie @garlet per l'aiuto...per ora sto girando per varie community e ho già trovato cose interessanti,ma se possibile volevo chiedere a te o a @libertycrypto27 se si potessero fare post per spiegare anche come fare i primi post ,come seguire vari eventi . Ho trovato un post ( in tre lingue !!!) su come procedere per 3speak,ma piuttosto che rubare tempo prezioso a @garlet che è sempre super disponibile , delle istruzioni faciliterebbero l'iscrizione di nuovi utenti

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Ma che strano. Non ricevo le notifiche dei tuoi tag @francescaffnodi. E' la seconda volta che lo osservo.

@libertycrypto27 ha scritto guide anche su come si fa il caffé su Hive. Il problema è che ancora in questo enorme ecosistema è un po' difficile ritrovare le cose. Sicuramente saprà indirizzarti a qualche suo precedente articolo ad hoc.

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Sai il problema del caricare le foto @garlet ? Ancora persiste e non riesco a capire perché...così devo aspettare il mio turno al computer è un po' più macchinoso , speriamo si sblocchi

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@francescaffnodi da cellulare non devi udare PeakD ma Ecency. Trovi l'app nello store di Google. Dovrai identificarti inserendo ovviamente la Post Key.

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Grazie @garlet provo ma peakd mi piace ... vediamo se riesco a usare entrambi

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@francescaffnodi PeakD è fantastico per desktop, per il quale è progettato, ma per lo smartphone è meglio Ecency che ha proprio l'app. Io trovo proprio estremamente scomodo usare lo smartphone per scrivere. Un tempo usavo Ecency solo per leggere e dare voti, poi ho smesso anche per quello: tanto passo talmente tante ore al pc.

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@garlet tu hai ragione carissimo ma io devo fare a turno con altri 10 individui che vivono in casa mia 😅😬

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