CRONACHE DI CIVITOPIA: assassinio al manicomio comunale
Premessa e sinopsi
Siore e siori...mi manca il giallo, mi manca!😆 Quanto vorrei diventare l'Agatha Christie del ventunesimo secolo (ok, progetto troppo ambizioso, chiedo troppo, ragione avete da vendere😂), anche se gran parte dei miei scritti sono oramai ambientati pressochè alle soglie del quarto millennio🤣 (non il legato, ovviamente, trattandosi di una storia realmente avvenuta all'incirca tre o cinque millenni fa). E allora, perchè mai non trasformare in mystery un nuovo quaderno civitese? Sempre in attesa del ritorno del contest #untobisunto, se oramai tornerà (speriamo). Ma poichè avevo promesso di sviluppare la questione dell'armadietto, allora eccoci qua. Si tratta del famoso armadietto che contiene le cartelle cliniche dei pazienti speciali del professor Neretti, che solo la nostra cara Secondina, che oramai dovreste conoscere bene, è autorizzata a pulire e rassettare. Rassettare e pulire, ma non sbirciare, anche se per qualche ignota ragione che solo uno psicanalista del calibro del professor Neretti è in grado di scovare, le cartelle cliniche dei pazienti speciali iniziano a costituire una forte tentazione per la nostra onesta addetta alle pulizie. Che senz'altro avrebbe pure resistito alle sbirciatine, non fosse che qualche maligna disposizione degna di una struttura quale il manicomio civitese non l'avesse costretta a trascorrere un'intera notte proprio nell'ambulatorio del professor Neretti...
Quarta di copertina

La querula routine del manicomio comunale di Civitopia, diventato oramai una struttura vivibile grazie all'amministrazione del sindaco Mattia Malinverni e il suo team, s'interrompe bruscamente quando viene reperito il cadavere di Gertrude Capra, direttrice della banca più potente della città , nonchè sorella maggiore dell'arrogante e pieno di sè direttore sanitario. Il cadavere dell'anziana viene ritrovato trapassato da una sciabola, riverso sul pavimento del deposito dei farmaci adiacente all'ambulatorio dell'altruista professor Neretti, rinomato psichiatra e psicanalista che lavora alacremente da tempo nel manicomio comunale. Il capo della polizia locale Gino Quintalino, così come il sindaco Malinverni, escludono qualsiasi partecipazione in capo al professore, che peraltro non si trovava neppure sul posto di lavoro al momento del delitto. Scartata inoltre l'ipotesi della colpevolezza di chiunque altro appartenente al personale sanitario a conclusione delle prime indagini e pure dei pazienti ricoverati, dato che questi ultimi non hanno alcun accesso ad armi bianche nè di nessun genere, viene arrestato il marito della donna, una volta constatato che tutti gli indizi puntano contro di lui. Nell'abitazione di Antonio Casapazza viene infatti reperita una collezione di armi bianche, dato che l'uomo, qualche decennio avanti, aveva praticato scherma per un breve periodo. Dalla collezione di Casapazza manca proprio una sciabola, la sua preferita, che corrisponde alla descrizione dell'arma usata per assassinare Gertrude Capra. Ma il capo della polizia locale Gino Quintalino non è affatto convinto della colpevolezza del vedovo e così pure il sindaco Malinverni, anche se il professor Capra afferma che non può esser stati altri che suo cognato e giura che lo farà a pezzi...
In uno scenario che si tinge di toni più oscuri delle menti inquiete dei ricoverati psichiatrici, s'intrecciano nel contempo le storie dei pazienti speciali del professor Neretti, tutti in lotta per ritrovare un minimo di equilibrio.
Ps.: immagine Pixabay 100% free, autore Mindworld, che trovate qui:
https://pixabay.com/es/illustrations/vest%c3%adbulo-corredor-sala-edificio-8980051/