Rinascita primaverile...o autunnale? #untobisunto contest, ovvero CRONACHE DI CIVITOPIA capitolo estemporaneo III

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(Edited)

Primavera, primavera...ma qua stiamo in autunno inoltrato:
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Ed è pure un autunno talmente piovoso, ma talmente piovoso (che novità, ma del resto in queste latine lande qualsiasi stagione risulta più piovosa che mai da circa una decina d'anni😂) che mi auguro non si scateni l'ennesima alluvione. D'altra parte si sa: qui si sta nel sud del mondo, quindi per farsi viva la primavera se ne parlerà a settembre. Per forza di cose. Ammesso e non concesso che a settembre ci arrivi (scusate tanto, ma del doman non c'è certezza, disse Lorenzo il Magnifico nella Canzona di Bacco, dai Canti Carnascialeschi🤣), che nel frattempo le incessanti piogge non abbiano fatto piazza pulita di questa città, che l'ennesimo covid non pigli il posto della pioggia (e con il genere happy mi fermo qua😝), una rinascita artistico-letteraria dovrebbe poterci stare. Nuove idee per nuovi racconti, sia pure da aggiungere a cari vecchi e-book. Per restare in tema, dunque, senza girarmi i pollici in attesa del prossimo settembre, inizierei subito con...
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CRONACHE DI CIVITOPIA: ESTEMPORANEO III
Cortile del manicomio comunale civitese
A giocare a scopa e briscola tutti i pomeriggi soleggiati oramai erano in tre: compare aspirapolvere, comare tostapane e compare bicicletta. Quest'ultimo, a ogni giocata ripeteva a mo' di disco rotto:
-Pedalare, pedalare!
Incentivati nelle loro precipue funzioni, dunque, quando si faceva il loro turno di giocata, i compagni di sventura ripetevano, a loro volta:
-Aspirare, aspirare!
-Tostare, tostare!
Fino a quando gli infermieri psichiatrici non venivano a prenderli per riportarli in reparto, una volta terminata la ricreazione.
Spesse volte, due addetti alle pulizie si fermavano a lungo a osservarli, poggiando i rispettivi menti sui bastoni delle loro scope. Sempre nella speranza che il loro superiore, o peggio, il personale sanitario, non li richiamasse all'ordine. Mimmo e Secondina, d'altra parte, non disponevano di chissà quali altri mezzi per distrarsi. La Civitopia alle soglie del quarto millennio non offriva svaghi, specie a gente come loro. A un passo dall'essere costretti a occupare cabine telefoniche pur di non restare senza alcuno spazio nel quale cascare per morire, ve n'erano sfuggiti per il rotto della cuffia unicamente grazie alla solerzia del sindaco Mattia Malinverni, la cui missione nella vita che reputava suo precipuo dovere consisteva nel risollevare le sorti degli indigenti civitesi sin dal primo giorno della sua nomina. Ma ovviamente neppure l'abnegante sindaco Malinverni, nè i suoi più fidati collaboratori Tancredi Della Valle e Mirta Margherita erano in grado di fare miracoli. Avevano salvato difatti parecchi senzatetto o sull'orlo dal divenirlo, a cominciare da Sigismondo Rizieri, ma non potevano restituirgli un diverso trascorso. Mimmo e Secondina avevano oramai raggiunto e pure oltrepassato di parecchio la mezza età. Non mancava chissà che per compiere i sessantacinque ed entrambi lamentavano il non avere mai vissuto. Soprattutto Mimmo. Nella Civitopia del trentesimo secolo era davvero comunissimo il vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto anzichè mezzo pieno e ai due, soprattutto a Mimmo, proprio non riusciva di rendersi conto del pericolo scampato, dell'impiego del quale bene o male disponevano abbastanza stabilmente e dell'amicizia che l'un l'altra avrebbero ben potuto approfondire. Entrambi occupavano un monolocale di periferia per ciascuno, da quando gli erano stati assegnati i neocostruiti alloggi popolari. A seguito dello sfratto esecutivo forzoso dai rispettivi bilocali, sempre di periferia, il cui affitto nè utenze erano riusciti più a pagare da un pezzo. Entrambi single da tutta la vita, del resto come gran parte dei civitesi. Del resto, come i tre pazienti che attiravano la loro attenzione. E in quell'esatto momento, sia Mimmo che Secondina si stavano chiedendo se Michele, Patty e Pietro non fossero alla fine più fortunati di loro. Se non altro, gli incalliti giocatori di scopa e briscola erano arciconvintissimi di essere chi un elettrodomestico, chi un veicolo a due ruote. Non era dunque forse migliore l'inconsapevolezza che li caratterizzava rispetto a un'amara realtà, anzichè quest'ultima nitida, cristallina e per giunta carica della certezza della gioventù trapassata?
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Ps.: i pappagallini dell'immagine sono di GIF Tenor, offerti dall'apposito tool PEAKD, in quanto la scopa per attinenza con il racconto è di Pixabay free, autore mauriciomonteirofranca (https://pixabay.com/es/photos/escoba-limpieza-barrer-6310388/)



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6 comments
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Anche l'arrivo dell'autunno è magico, ma il cielo si dovrebbe dare una calmata con quelle piogge 😭

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Eh, la Foresta Pluviale s'è trasferita qui da anni, anni, anni:
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Giusto, in Brasile ora deve essere autunno. Quindi da voi l’autunno è la stagione delle piogge? Da noi in Romagna ha fatto brutto tempo per circa 30 giorni. Pioggia e pioggerellina. In giro per l’Italia qualche problemino, il tempo, l’ha creato.

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È autunno in tutto l'emisfero australe😂, ma in gran parte dell'America latina oramai la stagione delle piogge è tutto il santo anno, altro che autunno:
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Al di là delle lollate, purtroppo, a botta di piogge torrenziali qui abbiamo perso tre città...😭

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Caspita che disastro. In internet ho letto che secondo un rapporto del Centre for Research on the Epidemiology of Disasters, la frequenza dei disastri idrologici in Sud America, è aumentata negli ultimi anni rispetto ad altri tipi di disastri naturali. Immagino che la situazione sia difficile, soprattutto se i vari Stati del Sud America stanziano pochi fondi per la gestione e la prevenzione di questi disastri. !PGM

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Purtroppo è vero, tant'è che respiriamo nei (pochi) periodi non piovosi...

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