Anno nuovo: articolo su Bitcoin vecchio

avatar

Puntuale ed implacabile come l'arrivo delle stagioni, nel momento in cui c'è il "cripto inverno" arriva l'articolo sul giornale che annuncia il de-profundis di commiato al mondo.

Cioè siamo al capolinea. Di Bitcoin ovviamente. Questa volta è il Corriere, data 5 febbraio 2026.

Titolo: Criptovalute in caduta verticale, siamo alla resa dei conti?
A firma Mario Platero che parte nella prima riga con "Non ho mai avuto la passione per le criptovalute" per lo meno diamo atto che si auto-dichiara subito come detrattore.

Chi è Mario Platero? Ce lo dice Wikipedia. Notiamo come "ha studiato" qua e la differisca da un "si è laureato".

Al secondo paragrafo già la spara fuori orbita: "la più grande delle criptovalute, in teoria la più stabile e affidabile" Più Stabile? Per uno che si vanta di scrivere economia, da questo rigo pare che non sappia leggere un grafo delle candele giapponesi. Bastava mettere il timeframe in settimane ed ampliare la coordinata Y fino ad una decina di anni per vedere l'avanti e indietro del disegno.

E giusto per la cronaca Signor Platero, ogni volta che il disegno volava verso il basso ci stava qualcuno dei suoi "colleghi" che scriveva esattamente l'articolo che ha scritto l'altro ieri. Tutti vergognosamente smentiti dai fatti, come poi accadrà anche a lei dinnanzi al prossimo rialzo.

bitcoin-2902690_1920.jpg

L'articolo prosegue con voli pindarici per infilarci dentro Trump, correlazioni con il Nasdaq (magari era più corretto l'oro, per un economista bisogna almeno comprendere quale sia lo strumento più vicino per caratteristiche). Per poi arrivare al tema alt-coin, di cui effettivamente ci sarebbe da parlare perché una anomalia effettiva si è verificata.

Dopo la salita ovvia di Bitcoin non è seguita quelle delle Alt-Coin, o quanto meno è stata enormemente bassa e dove si è visto qualcosa era alla spicciolata.

Ma l'articolo non fa assolutamente nulla di questa analisi, Platero si affida ad un luminare che ci fa sapere : "Secondo l’economista Nouriel Roubini, che studia da sempre lo strumento e che ho sentito per ascoltare il suo parere su 20.000 ICO..."

Su ventimila che?! le ICO!?! Gesù Cristo, le ICO sulle BC non esistono più dal 2018, questo sta ancora ai dinosauri. Poi parte un minestrone tra le truffe sul mondo Cripto. Questo è stato il vero vulnus mediatico di questo mondo, come avevo scritto 8 mesi fa.

E ovviamente un detrattore non può che chiudere su questo "È provato che buona parte delle transazioni in critpovalute servono a nascondere qualcosa, a contrabbandare come dice Roubini" Sto Roubini è rimasto parecchio indietro, forse si è perso la notizia degli ETF di BlackRock, non ciccipasticcio Inc.

Oltretutto è provato proprio il contrario, a conferma che Roubini è rimasto indietro di 10 anni. Inizialmente i poco esperti credevano di avere l'anonimato, senza prendere in considerazione appunto la parte "chain" di block, per cui se conosco una parte della catena è facile per gli inquirenti conoscere l'altra parte e ricostruire ogni singolo passaggio. Un truffatore se ne frega dell'anonimato, gli serve la velocità nel muovere denaro. Ma un contrabbandiere o trafficante, se usa Bitcoin è un fesso.

In pratica l'assioma è che siccome Bitcoin viene usato per roba losca, se viene regolamentato, alias sogno erotico di ogni Bank Central Unit, non lo usa più nessuno perché non serve a nulla. Da qui il de-profundis iniziale.

ItalianStripe2.png




visit tosolini.info website

Posted from my blog: https://blog.tosolini.info/



0
0
0.000
0 comments