The Wire: a masterpiece studied at school

in OCD2 months ago

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Any artistic product, a painting, a sculpture, a film, a play, a poem, is subject to the judgment of time. Unlike products intended for everyday consumption and of pure commercial interest, works of art are destined to remain over time. This subjects them to various levels of judgment. There are many who were mistreated during their time and re-evaluated then, others have undergone the opposite process. From the 2000s to the known audiovisual arts. and accept, it is perhaps the case to add even a small rib: the TV series. If this process can be said to be concluded it is thanks to the so-called Golden Age tv that is ideally made starting in the 2000s and that coincides with hugely successful shows of the US cable broadcaster HBO. In particular The Sopranos are considered the starting point with several shows such as Six Feet Under, Deadwood and others to serve as additional grimaldello. The golden age of TV reached its peak in the late 2000s with Breaking Bad and Mad Men, considered the summation of quality on TV. At the heart of this glorious decade is a product that at the time was little considered and indeed criticized but which today is even taught in school, in universities and in specialized masters: The Wire. The work of David Simon and George Pelecanos is now considered the ultimate example of a dramatic TV series that mixes journalism, documentary and novel to tell and analyze contemporary society. The Wire is an example of a work of art re-evaluated over time. Suffice it to say that today the series is considered by many to be one of the 5/10 best series of all time and by everyone as one of the 4-5 most important series ever. At the time, however, he never received any recognition and continued his five seasons in near general indifference. Despite this, HBO continued to believe and invest in the project for 5 vintages that today represent an essential piece of television history. David Simon used his past as a journalist in Baltimore to set a series set in Baltimore that tried to reconstruct the socio-political, cultural and cultural context of the city. Starting from that reality, he was able to tell the very reality of all America, of all U.S. cities, with a glimpse into the world. The five seasons were divided into blocks, starting with stories and main characters, which went on to tell specific segments of society. If the first season focused on the fight against crime, drug dealing and the difficult police investigations, the second went into the world of trade unions, going on to tell about the difficulties, corruption and stories of modern Don Quixote. In the third, fourth and fifth, the internal dynamics of the city's judicial, school, political and journalistic system were investigated. A merciless and pungent fresco of American society that was concluded with a gorgeous ending of pure cat-and-mouse mold. The work of Simon and Pelecanos, who will become an inseparable couple of them in our day, was cynical in representing the American dream. The country of unrealistic opportunities and betting is in fact a country of marginalised, of great poverty, of human misery, of opportunism, of corrupt and yavianed. And this happens at all levels, because at every level there are people who are able to exploit the great American dream for the personal good and not for the collective good. This dirty game is even more palpable in a city like Baltimore where the African-American community, always harassed more than the others, is predominant. And so young people, even the brightest ones, will end up dealing drugs and drug dealers will end up being people who are often less ruthless than those who, from the top of their jackets and ties, are standing up as champions of justice. A sad world, made up of dirty money, blind people, angry and disillusioned citizens, decent people left alone, politicians who start a career with the intention of changing things and end up changing their position for the better. The Wire is a real work of art, a fresco, an insight into the contemporary that is always worth looking at, regardless and whatever era you are. A masterpiece that stops time and makes it available to entire generations. Tied by a thin but ever-present red Wire
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Qualsiasi prodotto artistico, un quadro, una scultura, un film, un'opera teatrale, una poesia, è soggetta al giudizio del tempo. A differenza di prodotti destinati al consumo quotidiano e di puro interesse commerciale, le opere d'arte sono destinate a restare nel tempo. Questo le sottopone a vari livelli di giudizio. Sono moltissime quelle che sono state bistrattate durante la loro epoca e rivalutate poi, altre hanno subito il processo contrario. Dagli anni 2000 alle arti audiovisive conosciute. e accettate, è forse il caso di aggiungere anche una piccola costola: le serie tv. Se questo processo si può dire concluso è grazie alla cosiddetta Golden Age della TV quella che viene fatta idealmente partire negli anni 2000 e che coincide con show di enorme successo della emittente cable statunitense HBO. In particolare The Sopranos sono considerati il punto di partenza con svariati show come Six Feet Under, Deadwood ed altri a fare da ulteriore grimaldello. L'epoca d'oro della tv toccherà il suo apice sul finire degli anni 2000 con Breaking Bad e Mad Men, considerati la summa della qualità in tv. Al centro di questa decade gloriosa troviamo un prodotto che all'epoca fu poco considerato ed anzi criticato ma che oggi viene addirittura insegnato a scuola, nelle Università e nei master specializzati: The Wire. L'opera di David Simon e George Pelecanos è oggi considerata il massimo esempio di serie tv drammatica che mescola il giornalismo, il documentario ed il romanzo per raccontare ed analizzare la società contemporanea. The Wire rappresenta l'esempio di opera d'arte rivalutata nel tempo. Basti pensare che oggi la serie è considerata da molti una della 5/10 serie migliori di tutti i tempi e da tutti come una delle 4-5 serie più importanti di sempre. All'epoca però non ricevette mai alcun riconoscimento e proseguì le sue 5 stagioni nella quasi indifferenza generale. Nonostante questo, la HBO continuò a credere ed investire nel progetto per 5 annate che oggi rappresentano un pezzo di storia televisiva imprescindibile. David Simon sfruttò il suo passato da giornalista al Baltimore per ambientare una serie ambientata proprio a Baltimora e che provasse a ricostruire il contesto socio, politico, culturale della città. Partendo da quella realtà riuscì a raccontare benissimo la realtà di tutta l'America, di tutte le città statunitensi, con uno sguardo sul mondo. Le 5 stagioni furono divise in blocchi, partendo da storie e personaggi principali, che andavano a raccontare segmenti specifici della società. Se la prima stagione si concentrava sulla lotta alla criminalità, lo spaccio di droga e le difficili indagini della polizia, la seconda si inoltrava nel mondo dei sindacati, andando a raccontarne le difficoltà, la corruzione e le storie di moderni Don Chisciotte. Nella terza, la quarta e la quinta, invece furono indagate le dinamiche interne al sistema giudiziario, scolastico, politico e giornalistico della città. Un affresco spietato e pungente della società americana che veniva concluso con un finale stupendo di puro stampo gattopardesco. L'opera di Simon e Pelecanos, che diverranno una coppia inseparabili di li ai nostri giorni, è stata cinica nel rappresentare il sogno americano. Il paese delle opportunità e delle scommesse irrealizzabili risulta di fatto un paese di emarginati, di grande povertà, di miseria umana, di opportunismo, di corrotti e avidi. E questo accade a tutti i livelli, perché ad ogni livello esistono persone capaci di sfruttare il grande sogno americano per il bene personale e non per il bene collettivo. Questo gioco sporco è ancora più palpabile in una città come Baltimora dove la comunità afroamericana, da sempre vessata più delle altre, è predominante. E cosi i giovani, anche quelli più brillanti, finiranno per spacciare droga e gli spacciatori finiranno per essere persone spesso meno spietate di chi, dall'alto di giacca e cravatta, si erige a paladino della giustizia. Un mondo triste, fatto di soldi sporchi, persone cieche, cittadini arrabbiati e disillusi, persone perbene lasciate da sole, politici che iniziano una carriera nell'intento di cambiare le cose e finiscono per cambiare in meglio solo la propria posizione. The Wire è un'opera d'arte vera e propria, un affresco, uno spaccato sulla contemporaneità che vale la pena guardare sempre, a prescindere ed in qualsiasi epoca ci si trovi. Un capolavoro che ferma il tempo e lo mette a disposizione di intere generazioni. Legate da un filo rosso sottile ma sempre presente.

Life isn't a train. It's a shit tornado full of gold..png